Estorsione di denaro con minacce e violenze

Estorsione di denaro con minacce e violenze

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Sette persone che estorcevano soldi alle loro vittime con minacce e violenze sono state arrestate dagli agenti della Squadra mobile di Isernia; sei sono finite in carcere e una ai domiciliari.Attraverso le attività di intercettazione e videoregistrazione i poliziotti sono riusciti a scoprire come agiva la banda. Le vittime erano tutte persone che avevano bisogno di liquidità. Al primo approccio i “clienti” venivano messi a loro agio, e rassicurati sul prestito a fronte di alcune garanzie, nella maggior parte dei casi beni mobili, autoveicoli, mezzi pesanti, monili d’oro.Prima di ottenere il prestito veniva stabilito un piano di ammortamento del debito: la restituzione del quale doveva avvenire in un’unica soluzione e l’importo delle rate, mensili o settimanali, veniva imputato esclusivamente agli interessi passivi. Quando le scadenze non erano rispettate, i criminali dilazionavano le rate nel tempo aumentando, però, il tasso d’interesse in misura esponenziale.Spesso usavano anche violenza e minacce dei confronti delle vittime e dei loro familiari.I tassi di interesse praticati sul prestito, inizialmente corrispondevano al 350 per cento annuo fino ad arrivare anche al 1.200 per cento.

Pubblicato da Polizia di Stato su Mercoledì 10 gennaio 2018

Sette persone che estorcevano soldi alle loro vittime con minacce e violenze sono state arrestate dagli agenti della Squadra mobile di Isernia; sei sono finite in carcere e una ai domiciliari.
Attraverso le attività di intercettazione e videoregistrazione i poliziotti sono riusciti a scoprire come agiva la banda. Le vittime erano tutte persone che avevano bisogno di liquidità. Al primo approccio i “clienti” venivano messi a loro agio, e rassicurati sul prestito a fronte di alcune garanzie, nella maggior parte dei casi beni mobili, autoveicoli, mezzi pesanti, monili d’oro.
Prima di ottenere il prestito veniva stabilito un piano di ammortamento del debito: la restituzione del quale doveva avvenire in un’unica soluzione e l’importo delle rate, mensili o settimanali, veniva imputato esclusivamente agli interessi passivi. Quando le scadenze non erano rispettate, i criminali dilazionavano le rate nel tempo aumentando, però, il tasso d’interesse in misura esponenziale.
Spesso usavano anche violenza e minacce dei confronti delle vittime e dei loro familiari.
I tassi di interesse praticati sul prestito, inizialmente corrispondevano al 350 per cento annuo fino ad arrivare anche al 1.200 per cento.

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